Un’antica ricetta contadina della cucina romagnola

Con il nome migliaccio si indicano preparazioni molto diverse a seconda delle regioni d’Italia. Il termine deriva dal miglio, cereale la cui farina veniva utilizzata un tempo per numerose ricette popolari e che oggi è stata quasi ovunque sostituita dalla farina di grano duro o di mais.

Il migliaccio di grano è una ricetta della tradizione contadina dell’Appennino, un piatto sostanzioso preparato con farina, latte, uova e formaggio pecorino, cotto al forno fino a ottenere una caratteristica crosticina dorata. A Bagno di Romagna viene ancora servito ben caldo e, secondo la tradizione locale, completato con una generosa spolverata di formaggio di fossa, che ne esalta il sapore deciso.

Ingredienti

Per una teglia media:

  • 150 g di farina di grano
  • 100 g di pangrattato
  • 80-100 g di formaggio pecorino grattugiato
  • ½ litro di latte
  • 4-5 uova
  • 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
  • Strutto per ungere la teglia
  • 1 litro di acqua
  • Un pizzico di noce moscata
  • Sale e pepe q.b.

Preparazione

In una terrina mescolare con una frusta la farina, il formaggio pecorino grattugiato e le uova. Aggiungere il latte insieme a una parte dell’acqua, amalgamando bene tutti gli ingredienti.

Unire quindi l’olio extravergine di oliva, il bicarbonato, la noce moscata, il sale, il pepe e la restante acqua, continuando a mescolare fino a ottenere un composto omogeneo.

Ungere una teglia con lo strutto e versare il composto, distribuendolo in modo uniforme fino a raggiungere uno spessore di circa 2 cm.

Cuocere in forno già caldo a 150°C per circa 30-35 minuti, controllando durante la cottura che non si formino bolle in superficie; se necessario, romperle delicatamente con una forchetta.

Il migliaccio sarà pronto quando avrà formato una leggera crosta dorata con qualche punto più scuro ai bordi. In alternativa, verificarne la cottura inserendo la lama di un coltello al centro: dovrà uscire asciutta.

Lasciare intiepidire leggermente, tagliare il migliaccio a quadrotti e servirlo ben caldo, completando il piatto con una spolverata di formaggio di fossa, come vuole la tradizione.