Piccoli segni di devozione lungo antiche vie e sentieri dell’Appennino

Le maestà sono tra le testimonianze più caratteristiche della religiosità popolare del territorio di Bagno di Romagna. Si tratta di piccoli tabernacoli in pietra, edicole votive e pilastrini sacri, realizzati nei secoli da famiglie, comunità locali e scalpellini, collocati lungo mulattiere, strade poderali e antichi percorsi di collegamento tra borghi, poderi e montagne.

Immersi nei boschi, lungo sentieri del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi o ai margini delle antiche vie di comunicazione, questi manufatti rappresentavano un luogo di preghiera, di sosta e di protezione per viandanti, pellegrini e contadini. Ancora oggi raccontano la storia del territorio e conservano il fascino di un patrimonio diffuso, spesso nascosto tra la natura e raggiungibile attraverso suggestivi itinerari escursionistici.

In questa pagina trovi l’elenco delle principali maestà presenti nel Comune di Bagno di Romagna, con informazioni storiche, curiosità e indicazioni utili per scoprirle lungo percorsi che uniscono spiritualità, storia e paesaggio.

Maestà Milanesi
Ca’ Pasquino

È una maestà a pilastrino, alta e slanciata, realizzata con un unico concio finemente lavorato, sormontato da una piccola celletta (nicchio), oggi priva dell’immagine sacra, che in origine era coronata da una croce in ferro.

Fu eretta nel 1926 come ex voto per una grazia ricevuta, come ricorda l’iscrizione incisa sul pilastro:

“GIUSEPPE MILANESI E FIGLI DOMENICO E MAURIZIO A RINGRAZIAMENTO ALLA MADRE DIVINA POSERO 1926”.

Nell’inverno dello stesso anno una violenta slavina travolse Domenico e Maurizio Milanesi mentre lavoravano presso la presa d’acqua del mulino di famiglia, situato sotto Ca’ di Pasquino. Domenico fu trascinato dalla piena del fiume Bidente, ma il fratello Maurizio, riuscito a liberarsi dalla neve, riuscì a salvarlo estraendolo dalle acque.

Scampati al pericolo, i due fratelli, insieme al padre Giuseppe, decisero di costruire questa maestà come segno di riconoscenza e devozione alla Madonna, lasciando una testimonianza ancora oggi visibile lungo l’antica pista forestale.

La Maestà Milanesi di Ca’ Pasquino si trova lungo la pista forestale che collega Poggio alla Lastra a Pietrapazza, nel cuore della Valle del Bidente di Pietrapazza, all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. È situata poco prima di raggiungere la chiesa di Pietrapazza, lungo uno dei più suggestivi itinerari escursionistici e naturalistici dell’Appennino romagnolo.

Maestà lungo la mulattiera di Corzano

La maestà si trova lungo l’antica mulattiera selciata che collega San Piero in Bagno al Santuario di Corzano, raggiungibile in poco più di un chilometro di cammino. Elegante e slanciata, compare a metà del percorso, armoniosamente inserita in una rientranza del muro di sostegno della strada.

Il nicchio a due falde, sormontato da una croce di ferro, è ricavato da un unico blocco di arenaria finemente scolpito con due colonne laterali e motivi floreali a rosa. Al suo interno, protetta da un cancelletto in ferro, è custodita una ceramica smaltata raffigurante la Madonna dei Sette Dolori.

Su uno dei lati è ancora leggibile, seppur consumata dal tempo, un’iscrizione che recita:

“QUI SOSTA, O PELLEGRINO NELL’ARDUA ASCESA PER TRIBUTARE ALLA CELESTE MADRE IL SALUTO DEL CUORE. AVE MARIA”

La maestà fu eretta intorno agli anni Trenta del Novecento dal G.O.B. (Gruppo Opera Buona), una piccola associazione di laici composta da artigiani, scalpellini, muratori e volontari che, a partire dalla fine della Prima guerra mondiale, si dedicarono con impegno alla manutenzione, alla valorizzazione e all’abbellimento del Santuario di Corzano.

La maestà è situata lungo la storica mulattiera di Corzano, che parte a fianco della chiesa parrocchiale di San Piero in Bagno
e conduce al Santuario. Il percorso coincide con il Sentiero CAI 193 e con l’itinerario Val di Bagno Trek.

L’edicola votiva si incontra dopo circa 500 metri dall’inizio del sentiero, immersa nel bosco e perfettamente integrata nel muro di sostegno della mulattiera storica.

Maestà Lanzi nella Valle di Becca

La Maestà Lanzi si trova lungo la vecchia mulattiera comunale che, dal primo ponte sulla strada dei Mandrioli, risale la valle formata dal Fosso di Becca e conduce nei pressi di Monte Carpano, lungo il sentiero CAI 185.

È collocata a lato della selciata che si inerpica su un costone, in un tratto suggestivo e appartato della Valle di Becca.

Un inusuale nicchio in legno incornicia un elegante bassorilievo in arenaria, opera di Silvano Fabiani. Accanto, una targa ricorda:

“IN MEMORIA DI UN AMICO INDIMENTICABILE
IMPAVIDO MOTOCICLISTA
LANZI PIERCARLO ‘REGINA’
CHE IN QUESTA VALLE PREMATURAMENTE GIUNSE
AL TRAGUARDO DELLA SUA VITA IL
15 OTTOBRE 2005.
A RICORDO LA POSERO GLI AMICI DEL TRIAL M. S.
15 OTTOBRE 2006”

La maestà si trova nella Valle di Becca, lungo il sentiero CAI 185. Da Bagno di Romagna si percorre la SP 138 in direzione sud; dopo poco più di un chilometro si devia sulla SP 142, ex SS 71, in direzione Passo dei Mandrioli.

Alla prima curva, nei pressi di un ponte, si prosegue a piedi sulla destra, imboccando il sentiero che risale la Valle di Becca. La maestà si incontra dopo circa 2 chilometri di cammino.

Maestà Giannelli a Monte Piano

La Maestà Giannelli sorge lungo l’antica mulattiera che collegava San Piero in Bagno a Rio Salso, poco oltre il crinale di Monte Piano. In questo punto si trovava un bivio che offriva due possibilità per raggiungere Rio Salso: il sentiero di sinistra, oggi scomparso, attraversava in diagonale il pendio seguendo la valle, mentre quello di destra, più diretto, proseguiva lungo il crinale prima di scendere verso il paese.

La maestà è costituita da un pilastrino in muratura poggiato su una base in pietra, con tetto a due falde sormontato da una croce di ferro. La facciata del nicchio, scolpita in un unico blocco di arenaria, riporta l’iscrizione:

“PER TROVAR SCAMPO IN QUALUNQUE ROVINA DEH INVOCATE DEL CIEL LA GRAN REGINA. FF. AD. 1883
IL SIGNOR GIOVANNI GIANNELLI”

La maestà venne fatta erigere nel 1883 da Giovanni Giannelli, proprietario terriero di Rio Salso, come segno di riconoscenza per una grazia ricevuta. L’uomo, mentre rientrava di notte dal mercato di San Piero in Bagno, fu assalito, accoltellato e derubato da due malviventi. La sua cavalla, rimasta senza cavaliere, tornò alla stalla, consentendo ai familiari di accorrere rapidamente in suo soccorso e salvargli la vita.

Su uno dei lati della maestà è ancora visibile il riferimento chilometrico “Km 4,274”, che indica la distanza lungo l’antica mulattiera da San Piero in Bagno.

La Maestà Giannelli è situata lungo l’antica mulattiera tra San Piero in Bagno e Rio Salso, nei pressi del crinale di Monte Piano.

A piedi si raggiunge seguendo il percorso della Val di Bagno Trek, che parte nei pressi del Ponte sul Fosso di Paganico, poco oltre Piazza Allende. La maestà si incontra dopo poco più di 4 chilometri di cammino.

In alternativa è possibile arrivare in auto fino al piazzale di Monte Piano, percorrendo la strada che parte da Via Verdi. Da qui si prosegue a piedi
per circa 400 metri lungo il sentiero in salita che conduce al crinale, dove si trova l’edicola votiva.

Maestà di Monteguidi

La Maestà di Monteguidi è una semplice ma significativa edicola votiva a pilastrino, caratterizzata da una struttura compatta con una celletta a due falde ricavata da un unico blocco di arenaria e sormontata da una croce di ferro.

Su una lastra di marmo è incisa la dedica:

“AL FIORE ELETTO DEL PARADISO MARIA SS.MA.
CHE IMMACOLATA SORRISE ALLA TERRA
IL DEVOTO POPOLO DI MONTEGUIDI
SS.MA MISSIONE 1904”

All’interno della celletta, protetta da una grata in ferro, è custodita una statuetta della Madonna, da oltre un secolo punto di riferimento per la devozione degli abitanti della frazione.

La maestà è collocata lungo la strada provinciale e segnala il bivio che conduce alla vicina chiesa parrocchiale di Santa Maria di Monteguidi, edificio religioso di antica origine che ancora oggi viene officiato in particolari occasioni.

La Maestà di Monteguidi si trova nella frazione di Monteguidi,
lungo la Strada Provinciale 26 che collega
San Piero in Bagno a Santa Sofia.

È situata sul bordo della provinciale, accanto al cimitero di Monteguidi,
in corrispondenza del bivio che conduce alla chiesa parrocchiale di Santa Maria di Monteguidi, risultando facilmente visibile e raggiungibile direttamente dalla strada.

Maestà di Felcitino o Colera

La Maestà di Felcitino si trova lungo la pista forestale che collega Poggio alla Lastra all’antica chiesa di Pietrapazza, nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Sorge nel punto in cui il Fosso di Lastricheto confluisce nel Bidente di Pietrapazza, indicando anche la deviazione che conduce ai ruderi dell’antica casa di Felcitino.

L’edicola votiva è realizzata a pilastrino, costruita con grosse pietre appena sbozzate e sovrapposte. Il nicchio, formato da quattro lastre di arenaria e coperto da un tetto in pietra, è sormontato da un grande lastrone che ne caratterizza l’aspetto semplice e rustico, perfettamente inserito nell’ambiente montano.

Fino agli anni Ottanta era presente una lapide con un’iscrizione che ricordava come la maestà fosse stata eretta in segno di riconoscenza da coloro che erano sopravvissuti alla terribile epidemia di colera del 1855, testimonianza della profonda devozione popolare che caratterizzava le comunità della valle.

La Maestà di Felcitino è situata lungo la pista forestale che collega Poggio alla Lastra a Pietrapazza, circa 500 metri oltre il borgo di Pietrapazza, nel punto in cui il Fosso di Lastricheto si immette nel Bidente di Pietrapazza, poco oltre le località di Frassine e Ca’ di Michelone. È raggiungibile a piedi seguendo il percorso della Val di Bagno Trek e il sentiero CAI, oppure percorrendo in auto la strada comunale fino a Poggio alla Lastra e proseguendo lungo la pista forestale che costeggia il Bidente fino a Pietrapazza.

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Maestà di Corzano

La Maestà di Corzano si trova sul colle che ospita il Santuario di Corzano, lungo l’antica mulattiera che da San Piero in Bagno sale verso il luogo di culto. Si tratta di un elegante manufatto in pietra serena, realizzato da abili scalpellini locali e perfettamente inserito nel contesto storico e paesaggistico del percorso.

Il tabernacolo, finemente scolpito e aperto su tre lati, poggia su robusti blocchi squadrati. Sul frontale è incisa la dedica del committente: “IN MEMORIA / DEI SUOI MORTI / GUIDO NUTI F.F. / A.D. 1955”, testimonianza del profondo valore devozionale e commemorativo dell’opera.

Ancora oggi la maestà conserva un’antica tradizione legata al pellegrinaggio: lungo il bordo del tabernacolo i viandanti depongono piccoli sassi, un gesto simbolico che richiama l’antica usanza di affidare alla fatica del cammino il peso delle proprie pene e dei propri peccati, lasciandoli idealmente lungo il percorso verso il santuario.

La Maestà di Corzano è situata lungo la storica mulattiera che collega San Piero in Bagno al Santuario di Corzano. A piedi si raggiunge seguendo il Sentiero CAI 193 e l’itinerario Val di Bagno Trek, che partono accanto alla chiesa parrocchiale di San Piero in Bagno; il percorso misura circa 1 chilometro. È inoltre raggiungibile in auto percorrendo la strada che da Piazza Allende conduce al Santuario di Corzano, distante circa 2 chilometri, dove è disponibile un ampio parcheggio.

Maestà di Ca’ di Gianni

La Maestà di Ca’ di Gianni è collocata all’interno di una piccola aiola recintata lungo la Strada Provinciale 43, che collega San Piero in Bagno ad Alfero. Sorge al chilometro 3, in corrispondenza del bivio che conduce alla Fattoria Ca’ di Gianni, rappresentando uno dei più significativi esempi di devozione popolare del territorio.

Il manufatto è costituito da un elegante pilastrino piramidale in arenaria, culminante in un nicchio che custodisce l’immagine della Madonna. Una lapide ricorda:

“Non muore
chi vive nel cuore di chi resta.
Alla memoria di
Livia Baldi Buselli
29.8.1905 – 6.2.1956
per proteggere e ricordare
tutta la sua gente.
Tua figlia Anna
con viva riconoscenza.”

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L’attuale maestà è stata realizzata nel 2001, in sostituzione della precedente edicola votiva eretta nel 1909, sulla quale era incisa l’invocazione:

“AVE MARIA. MARIA, RIPETE L’ANIMA BENEDETTA DI LIVIA BALDI BUSELLI, INVOCANDO LA PROTEZIONE DELLA SS. VERGINE SU QUESTE TERRE E SULLE SUE GENTI. 1909.”

La maestà rappresenta un classico esempio di “sacralizzazione del territorio”, voluta da Livia Baldi Buselli, proprietaria dei terreni e dei poderi circostanti, come segno di protezione per la comunità e per le campagne. Sul retro del manufatto è stata successivamente collocata una fotografia della benefattrice con gli estremi della sua vita e il versetto latino “CONSUMMATA IN BREVI, EXPLEVIT TEMPORA MULTA”, tratto dal Liber Sapientiae della Bibbia.

La Maestà di Ca’ di Gianni si trova lungo la SP 43 che collega San Piero in Bagno ad Alfero, al chilometro 3, presso il bivio che conduce alla Fattoria Ca’ di Gianni. È facilmente raggiungibile seguendo la strada provinciale dopo aver attraversato il ponte sul fiume Savio in direzione Alfero, risultando ben visibile all’interno dell’aiola recintata posta a lato della carreggiata.

Maestà del Trogo

La Maestà del Trogo sorge nei pressi dei ruderi dell’antico podere Trogo, a 638 metri di altitudine, lungo la storica mulattiera che da Ponte Bottega, nella valle di Pietrapazza, conduce a Casanova dell’Alpe passando per il Molino delle Cortine. Il percorso coincide con il sentiero CAI 211 e rappresenta uno degli itinerari più suggestivi dell’alta valle del Bidente.

La maestà si incontra dopo circa 2,4 chilometri di cammino da Ponte Bottega, poco prima di raggiungere il nucleo storico di Casanova dell’Alpe, arroccato sul crinale.

Il manufatto presenta una caratteristica struttura massiccia, quasi a forma di torre, realizzata con grandi pietre appena sbozzate e sovrapposte. Il tetto è costituito da robuste lastre in pietra disposte su quattro falde. Fino agli anni Ottanta del Novecento il nicchio era impreziosito da una cornice in arenaria a forma di ferro di cavallo, successivamente andata perduta.

Nel 1998 la Maestà del Trogo è stata restaurata dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, che ne ha preservato l’aspetto originario e il valore storico lungo uno dei più importanti percorsi escursionistici dell’area protetta.

La Maestà del Trogo si trova lungo il sentiero CAI 211, tra Ponte Bottega e Casanova dell’Alpe, nella valle di Pietrapazza. Si raggiunge percorrendo la strada comunale che da Poggio alla Lastra conduce a Ponte Bottega; attraversato l’antico ponte in pietra, sulla sinistra inizia la mulattiera che sale verso Casanova dell’Alpe. La maestà si incontra dopo circa 2,5 chilometri di cammino, immersa nel bosco e circondata dall’ambiente incontaminato del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

Maestà delle Petrose a Rio Petroso

La Maestà delle Petrose, documentata già nel XVI secolo, è una delle più antiche edicole votive della valle del Bidente di Pietrapazza. Presenta una struttura semplice e robusta, a pilastrino, realizzata con grosse pietre appena sbozzate e sovrapposte. Il caratteristico nicchio a ferro di cavallo è coperto da lastre in pietra, trattenute da grandi sassi secondo la tradizione costruttiva locale.

Si tratta di un significativo esempio di maestà viaria, posta lungo l’antica mulattiera che dal Passo del Carnaio scende verso Rio Petroso e la valle del Bidente di Pietrapazza. In questo punto il manufatto segnalava il bivio che conduceva alla sottostante Valle delle Petrose, dove un tempo sorgevano poderi agricoli e antichi mulini, rappresentando un importante punto di riferimento per viandanti e abitanti della valle.

Negli ultimi anni la maestà è stata oggetto di un accurato intervento di recupero e valorizzazione realizzato dall’Associazione Alpini Romagnoli, che ne ha restituito l’aspetto originario conservandone il valore storico e testimoniale.

La Maestà delle Petrose è situata lungo il sentiero CAI 217, sul percorso che collega il Passo del Carnaio a Rio Petroso, nella valle del Bidente di Pietrapazza. Dal Passo del Carnaio si percorre inizialmente una strada forestale per poi imboccare sulla destra l’antica mulattiera che scende verso Rio Petroso. La maestà si incontra dopo circa 5,5 chilometri di cammino, immersa nel bosco e in uno degli angoli più suggestivi del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

Maestà delle Galvane

La Maestà delle Galvane sorge lungo l’antica mulattiera che collegava la parrocchia di Ridracoli con quella di San Paolo in Alpe, oggi percorsa dal sentiero CAI 233. Immersa nel bosco, rappresenta una delle più belle e monumentali edicole votive dell’Appennino romagnolo.

La struttura, imponente e slanciata, ha una caratteristica forma a torre con tetto in pietra a quattro falde. Il nicchio in arenaria, finemente scolpito e perfettamente integrato nella muratura, testimonia l’abilità degli scalpellini locali e conferisce al manufatto un particolare pregio artistico.

La maestà è documentata già alla fine del XVIII secolo e costituiva una delle stazioni delle tradizionali Rogazioni primaverili organizzate dalla parrocchia di San Martino di Ridracoli, antiche processioni con cui si invocava la protezione divina sui raccolti e sul territorio.

Il nome deriva dal vicino podere delle Galvane, oggi in rovina. Per caratteristiche costruttive e tipologia è molto simile alla vicina Maestà dei Ronconi, datata 1784, situata lungo lo stesso itinerario in prossimità dell’antico confine tra le parrocchie di Ridracoli e San Paolo in Alpe.

La Maestà delle Galvane si trova lungo il sentiero CAI 233, sul percorso storico che collega Ridracoli a San Paolo in Alpe. Il punto di partenza dell’itinerario è il borgo di Ponte a Ridracoli: attraversato il fiume Bidente e superato il Museo IDRO – Ecomuseo delle Acque di Ridracoli, si imbocca l’antica mulattiera che sale verso San Paolo in Alpe. La maestà si incontra dopo meno di 1 chilometro di cammino, immersa nel bosco e facilmente riconoscibile per la sua imponente struttura in pietra.

Maestà della Cialdella o del Raggio

La Maestà della Cialdella, conosciuta anche come Maestà del Raggio, si trova sul crinale che separa la valle del Fosso di Rio d’Olmo dalla Valle del Bidente di Pietrapazza, lungo l’antica mulattiera che dalla chiesa di Pietrapazza conduce all’Eremo Nuovo, oggi percorsa dal sentiero CAI 205.

Il manufatto, semplice ed elegante, presenta un tetto a due falde rivestito con lastre di pietra e un nicchio ricavato da un’unica lastra di arenaria. Al suo interno è custodito un piccolo busto della Madonna con il Bambino, testimonianza della devozione popolare che ha caratterizzato per secoli questi antichi percorsi montani.

La maestà, datata 1901, prende il nome dal vicino podere della Cialdella (o Ciardella), oggi abbandonato e in rovina, situato poco oltre lungo il versante della montagna. È però conosciuta anche come Maestà del Raggio, denominazione ancora oggi utilizzata dagli abitanti della valle e dagli escursionisti.

La Maestà della Cialdella si trova lungo il sentiero CAI 205, tra Pietrapazza ed Eremo Nuovo, sul crinale che domina il Fosso di Rio d’Olmo e la Valle del Bidente. Dal borgo di Pietrapazza si raggiunge attraversando il caratteristico ponticello in pietra e imboccando il sentiero che scende nel fosso per poi risalire sul crinale roccioso. In alternativa è possibile raggiungere Pietrapazza in auto da Poggio alla Lastra, percorrendo la pista forestale che costeggia il Bidente, e proseguire poi a piedi lungo i sentieri CAI 209 e CAI 205.

Maestà della Casaccia

La Maestà della Casaccia si trova sul versante della valle del Bidente di Pietrapazza, lungo l’antica mulattiera che collega Bagno di Romagna a Pietrapazza, oggi percorsa dal sentiero CAI 209 e dall’itinerario Val di Bagno Trek. È una delle più suggestive edicole votive che si incontrano lungo questo storico percorso, immersa nel silenzio del bosco e perfettamente integrata nel paesaggio montano.

La maestà è realizzata a pilastrino, costruita con pietre appena sbozzate sapientemente sovrapposte e coperta da un caratteristico tetto in lastre di pietra. Sul manufatto è incisa la data 1858, testimonianza della sua antica origine.

L’edicola votiva segnava il bivio che conduceva all’antico podere Casaccia, situato poco sopra e successivamente distrutto da una frana, dal quale deriva il nome della maestà.

Nel 1989 il nicchio fu impreziosito da una tempera su tavola realizzata dall’artista Silvano Fabiani, intitolata “San Paolo e la Vipera”. L’opera, purtroppo, è stata successivamente rubata, privando la maestà di uno dei suoi elementi più caratteristici.

La Maestà della Casaccia è situata lungo la storica mulattiera che collega Bagno di Romagna a Pietrapazza, percorsa dal sentiero CAI 209 e dal Val di Bagno Trek. Si incontra dopo circa 5 chilometri di cammino da Bagno di Romagna, nel versante del Bidente di Pietrapazza, poco al di sotto della località di Rio d’Olmo, immersa in uno degli ambienti più suggestivi del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

Maestà Balassini

La Maestà Balassini sorge accanto al ponte sul Fosso del Capanno, lungo l’antica mulattiera che da Bagno di Romagna, passando per le Gualchiere, conduce a Passo Serra. Il percorso coincide con il sentiero CAI 177 e con l’itinerario escursionistico Val di Bagno Trek, uno dei cammini storici più suggestivi della vallata.

Conosciuta anche come Maestà di Lorenzo Birbone, è documentata almeno dalla fine del XVII secolo. La sua particolare struttura, insolita rispetto alle altre maestà della zona, era stata concepita non solo come luogo di devozione, ma anche come piccolo riparo per i viandanti sorpresi dal maltempo durante la salita verso Passo Serra.

Nel 1994 la maestà è stata restaurata dalla famiglia Balassini delle Gualchiere. In quell’occasione venne collocata all’interno una formella in arenaria scolpita da Silvano Fabiani, intitolata “Madonna del Galestro”. A seguito dei gravi danni provocati dalle piogge primaverili del 2011, il manufatto subì anche un atto vandalico con il furto della formella. Nel 2013, grazie all’impegno della famiglia Silvani delle Gualchiere, la maestà è stata ricostruita e arricchita con una nuova formella in arenaria, realizzata dallo stesso Silvano Fabiani e nuovamente dedicata alla Madonna del Galestro.

La Maestà Balassini si trova lungo il sentiero CAI 177 e il percorso della Val di Bagno Trek, poco oltre il nucleo delle Gualchiere, accanto al ponte sul Fosso del Capanno. Da Bagno di Romagna si percorre la SP 138 in direzione sud; superato il bivio per la strada dei Mandrioli si raggiunge uno slargo dove inizia la mulattiera. Seguendo i segnavia bianco-rossi, la maestà si incontra dopo circa 1,5 chilometri di cammino.

Maestà Batani nella Valle di Becca

La Maestà Batani si trova lungo il percorso Ponte di Becca – Poggiaccio, parte dell’itinerario Val di Bagno Trek e del sentiero CAI 185, che dal primo ponte sulla strada dei Mandrioli risale la suggestiva Valle di Becca fino ai pressi di Monte Carpano.

Il manufatto è costituito da un pilastrino in bozze di arenaria, sul quale poggia un nicchio ricavato da un unico blocco di pietra che custodisce alcune immagini sacre. Sul fronte è incisa la dedica:

“IN MEMORIA DI BATANI M. TERESA
SPENTASI IN QUESTA VALLATA
IL 23.8.1927 NEL DARE ALLA LUCE IL FIGLIO
GIOVANNI CHINI CHE A RICORDO
PERENNE QUESTA MAESTÀ POSE.
ANNO 1990”

La maestà ricorda Maria Teresa Batani, scomparsa tragicamente nel 1927 durante il parto del figlio Giovanni. Fu proprio quest’ultimo, molti anni dopo, a voler dedicare questo luogo di memoria alla madre, facendo erigere la maestà nel 1990 come segno di affetto e riconoscenza.

L’edicola votiva è collocata ai margini di un’area attrezzata per il picnic lungo il Fosso di Becca, meta molto frequentata da escursionisti e famiglie che percorrono i sentieri della valle.

La Maestà Batani è situata nella Valle di Becca, lungo il sentiero CAI 185 e il percorso Val di Bagno Trek. Da Bagno di Romagna si percorre la SP 138 in direzione sud e, dopo poco più di un chilometro, si imbocca la SP 142 in direzione Passo dei Mandrioli. Alla prima curva, accanto al ponte sul Fosso di Becca, inizia il sentiero che risale la valle: la maestà si incontra dopo circa 1 chilometro di cammino, in prossimità dell’area picnic.

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