LOC.: Bagno di R.
ALTEZZA: 500 m

La chiesa simbolo del borgo

Nel cuore del centro storico di Bagno di Romagna, affacciata su Piazza Ricasoli, sorge la Basilica di Santa Maria Assunta, uno dei monumenti religiosi più importanti della Romagna Toscana. Documentata già nell’861, la basilica ha attraversato oltre mille anni di storia, trasformandosi più volte senza perdere il proprio valore spirituale e artistico.

Dell’antica struttura romanica sono ancora visibili alcuni elementi esterni, mentre l’interno si presenta oggi a navata unica con sette cappelle per lato, frutto delle numerose modifiche avvenute nel corso dei secoli.

Un patrimonio artistico di grande valore

I restauri eseguiti tra il 1958 e il 1960 hanno riportato alla luce il prezioso portale romanico a colonnine, al quale era stato sovrapposto il portale rinascimentale. Gli interventi più recenti hanno restituito unità stilistica all’edificio e valorizzato le numerose opere d’arte custodite al suo interno, che fanno della Basilica un autentico punto di riferimento artistico per tutto il territorio della Romagna Toscana.

Tra i dipinti più importanti si possono ammirare la Madonna col Bambino del Maestro di Sant’Ivo, databile intorno al 1410, la Madonna Assunta e Santi di Neri di Bicci, del 1467, la Natività del Maestro del Tondo Borghese, allievo del Ghirlandaio, e la Madonna col Bambino e Santi, realizzata intorno al 1560 da Michele Tosini.

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Anche le sculture testimoniano il legame con la grande arte fiorentina. Spiccano la raffinata statua di Sant’Agnese in terracotta policroma, opera di Andrea della Robbia realizzata intorno al 1490, e un rilievo in terracotta proveniente dalla bottega di Donatello.

La Basilica fa parte del percorso espositivo del Museo d’Arte Sacra di Bagno di Romagna, insieme all’Oratorio della Madonna del Carmine e ai locali della Casa Canonica della Parrocchia di Santa Maria Assunta.

Una storia lunga oltre mille anni

p>La prima notizia della chiesa pievana risale all’872, quando Papa Adriano II consentì a Giovanni, vescovo di Arezzo, di trasformare la pieve di Santa Maria in Balneo in monastero benedettino, governato da un abate soggetto alla Chiesa romana.

Nel 1123 ai Benedettini subentrarono i Canonici Regolari di Sant’Agostino, che rimasero fino alla loro soppressione nel 1298 da parte di Bonifacio VIII. La pieve fu quindi concessa ai Camaldolesi.

Nel 1480 Papa Sisto IV elevò il monastero ad abbazia e la pieve a Basilica. Primo abate fu Benedetto Tenaci da Pianetto. L’abbazia fu riconosciuta Dioecesis Nullius da diversi pontefici: l’abate di Bagno dipendeva direttamente da Roma e amministrava un consistente numero di territori e parrocchie.

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Tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento l’impianto romanico della pieve subì profonde trasformazioni. Furono abbattuti l’abside e il portico antistante e venne rifatto il portale, sovrapponendolo al precedente ingresso romanico.

Successivamente la Basilica fu coperta a volta e subì ulteriori rimaneggiamenti nel 1802 e nel 1840, con il contributo di Leopoldo II, Granduca di Toscana. Nel 1874 l’interno venne trasformato secondo il gusto barocco.

Nel 1808, con la soppressione napoleonica, i Camaldolesi lasciarono l’abbazia, che fu affidata a sacerdoti dipendenti dalla Diocesi di Sansepolcro. Papa Pio X, con decreto del 25 aprile 1908, riconfermò il titolo di Basilica alla chiesa di Santa Maria Assunta.

Tra il 1925 e il 1927, demolita la volta lesionata dai terremoti del 1918, che distrussero anche la canonica, riapparve la maestosa capriata lignea del tetto.

Oggi la Basilica, a una navata con sette cappelle per lato, appare profondamente trasformata rispetto alla struttura originaria. Le linee romaniche sono rilevabili soprattutto all’esterno, mentre i restauri del Novecento hanno migliorato la fruizione delle importanti opere d’arte conservate al suo interno.

Il campanile della Basilica

Accanto alla secolare Basilica di Santa Maria Assunta si erge un campanile compatto e austero, alto 32 metri. Secondo alcuni storici costituiva una delle due torri che difendevano l’antico castrum medievale di Bagno di Romagna.

Ricostruito in buona parte intorno al 1770, nel 1858 accolse un meccanismo per orologio a ripetizione da torre, opera di Agostino Cavina, meccanico e orologiaio di Rocca San Casciano. Il meccanismo è oggi conservato nella canonica.

Il quadrante dell’orologio è scandito da numeri romani in caratteri classici, mentre le ore sono intervallate dai caratteristici gigli fiorentini, testimonianza del lungo legame storico tra Bagno di Romagna e Firenze.

Il Sacro Corporale: un miracolo del 1412

La Basilica di Santa Maria Assunta in Bagno di Romagna custodisce il “Sacro Corporale”, reliquia di un miracolo eucaristico avvenuto nel 1412.

In quell’anno il priore di Santa Maria di Bagno mentre celebrava la Messa fu colto dal dubbio sulla reale presenza del corpo e del sangue di Cristo nell’Eucarestia: allora gocce di sangue, come ribollendo di vita, fuoriuscirono dal calice riversandosi sul corporale, che ne rimase intriso. Il miracolo ci è noto dal racconto dell’abate Benedetto Tenaci, che lo redasse alla fine del Quattrocento nel suo cosiddetto “Diario”. Eccone la traduzione: “Anno di grazia 1412. Lazzaro veneto, rettore di questa chiesa, mentre celebrava la Messa, dopo aver consacrato l’Eucaristia, non credeva che il vino si fosse trasformato veramente nel sangue di Cristo.

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All’improvviso sopra il corporale vide delle gocce di sangue fresco, quelle che ancor oggi si vedono, e osservò il calice vuoto. Colpito da questo miracolo, confessò la sua incredulità e, pochi giorni dopo, per la tristezza d’animo cadde malato e morì. Affinché nessuno metta in pericolo la sua salvezza per un simile dubbio rovinoso, si provvide ad esporre in pubblico la reliquia. Pietro da Portico ha dettato questo testo. Benedetto abate di Bagno l’ha scritto”.

La narrazione, scarna ed essenziale, fu ripresa ed ampliata nel Settecento dagli “Annales Camaldulenses” (VII, Appendice), aggiungendo che la notizia della morte del priore Lazzaro a pochi giorni di distanza dal miracolo è inesatta perché dal necrologio camaldolese di Santa Cristina di Bologna si sa che Lazzaro morì nel 1416, quattro anni dopo, e che un’epigrafe, conservata in quel monastero femminile, recitava: “Il 4 settembre del 1416 morì il venerabile don Lazzaro, veneziano, priore di Santa Maria di Bagno”.
Ancora oggi, la devozione al Sacro Corporale – che reca impresse le otto macchie di sangue – è viva a Bagno di Romagna: il popolo lo venera sopratutto nella solennità del Corpus Domini, quando la reliquia è portata in processione per le strade della cittadina. Nel periodo giugno-settembre viene esposta durante la S. Messa, ed al termine della funzione religiosa viene spiegata ed offerta alla devozione.

A sei secoli da quel prodigioso avvenimento, analogo ad altri miracoli eucaristici di epoca medievale (Bolsena, ad esempio), la comunità di Bagno di Romagna ed il suo parroco ne hanno celebrato nel 2012 la ricorrenza in forme solenni.

Come arrivare

In auto o a piedi

La Basilica di Santa Maria Assunta si trova nel cuore del centro storico di Bagno di Romagna, in Piazza Ricasoli, 13 47021 Bagno di Romagna (FC)

a-Piedi

La Basilica di Santa Maria Assunta si trova nel cuore del centro storico di Bagno di Romagna, affacciata su Piazza Ricasoli, ed è facilmente raggiungibile a piedi dai principali parcheggi del paese.