Borghi abbandonati
nel comune di Bagno di Romagna
Luoghi sospesi nel tempo tra natura e memoria
Nel territorio di Bagno di Romagna, tra boschi e antichi sentieri dell’Appennino, si trovano alcuni borghi oggi abbandonati che raccontano la storia della montagna e delle comunità che la abitavano.
Oggi molte delle loro case e chiese sono ridotte a ruderi, ma conservano un grande fascino e rappresentano preziose testimonianze del passato. Tra i più suggestivi si trovano Pietrapazza, Strabatenza, Rondinaia, Rio Petroso e Rio Salso.
In questa pagina puoi scoprire la storia e le curiosità dei principali borghi abbandonati del Comune di Bagno di Romagna, un patrimonio ricco di memoria immerso nella natura in parte all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.
La Valle del Bidente di Pietrapazza è uno dei luoghi più suggestivi e autentici del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Una strada forestale percorre l’intera valle, offrendo un viaggio tra natura incontaminata e testimonianze di un mondo ormai scomparso.
Qui la vegetazione e la fauna stanno lentamente riconquistando un territorio che per secoli è stato modellato dall’uomo. Antiche mulattiere selciate, mulini, maestà, ponti, piccoli cimiteri, chiese e case ormai ridotte a ruderi raccontano la storia delle comunità che hanno abitato queste montagne fino alla metà del Novecento.
Partendo da Poggio alla Lastra si possono ancora leggere le tracce dell’antica vita contadina: pascoli, terrazzamenti e piccoli coltivi si alternano a boschi sempre più fitti che, anno dopo anno, stanno cancellando i segni dell’uomo. La valle, stretta e incassata tra ripidi versanti, si apre solo in pochi punti, come a Strabatenza, dove un tempo prosperavano anche vigneti, per poi risalire fino all’antico borgo di Pietrapazza.
Alcuni edifici, come Cà di Veroli, Rio Salso, Trappisa di Sotto, Trappisa di Sopra, Cà di Pasquino e Cortine, sono stati recuperati, mentre molti altri nuclei abitati restano abbandonati. Pietrapazza, con la sua chiesa, il piccolo cimitero, la canonica, il ponte e le case in rovina, rappresenta ancora oggi il simbolo di questa valle: un luogo di grande fascino, dove storia e natura convivono in un equilibrio unico.
Come arrivare
In auto
Da Bagno di Romagna si percorre la SP 138 fino a San Piero in Bagno, quindi si prosegue sulla SP 26 in direzione Santa Sofia. Dopo circa 14 km si imbocca sulla sinistra la strada comunale per Poggio alla Lastra, raggiungibile in circa 5,5 km. Dal borgo inizia la strada forestale che attraversa la Valle di Pietrapazza per circa 10 km.
A piedi
Da Bagno di Romagna è possibile raggiungere Pietrapazza seguendo il sentiero CAI 209, parte integrante della Val di Bagno Trek. Il percorso, lungo circa 7,5 km, conduce fino alla chiesa di Pietrapazza attraversando alcuni degli ambienti più suggestivi dell’Appennino romagnolo.
Strabatenza è uno dei borghi abbandonati più suggestivi del versante romagnolo del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Sorge a 680 metri di altitudine, su un ampio terrazzo naturale affacciato sulla valle del Bidente di Pietrapazza, in uno degli angoli più affascinanti dell’Appennino romagnolo.
Fino alla metà del Novecento era una comunità vivace: nel 1951 contava 189 abitanti, distribuiti tra i poderi e i nuclei di Sommo la Villa, Villa di Fondo, Mezzo la Villa e Villa, raccolti attorno alla chiesa parrocchiale dedicata a San Donato, ricostruita tra il 1947 e il 1950.
L’abbandono della montagna negli anni Sessanta portò al rapido spopolamento del borgo. Dopo l’esodo, gran parte delle abitazioni fu espropriata dal Demanio e demolita per ricavarne materiale destinato alla costruzione delle nuove strade.
Oggi rimangono la chiesa con la canonica, la scuola realizzata nel 1956, il cimitero e una sola abitazione, testimonianze di un paese che fino a pochi decenni fa era ricco di vita.
Visitare Strabatenza significa immergersi in un luogo dove il silenzio, la natura e la memoria si fondono, regalando uno degli scorci più autentici e suggestivi della Valle di Pietrapazza.
Come arrivare
In auto
Da Bagno di Romagna si percorre la SP 138 in direzione Cesena fino a San Piero in Bagno. Da qui si imbocca la SP 26 verso la Valle del Bidente e la si segue fino al km 14, dove si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per Poggio alla Lastra, raggiungibile in circa 6 km. Superato il paese, si prosegue lungo la pista forestale di sinistra per circa 4 km fino all’area attrezzata di Ponte del Faggio. Da qui una strada bianca in salita conduce in circa 2 km al borgo di Strabatenza.
Distanza da Bagno di Romagna: circa 31 km.
Rondinaia è uno tra i luoghi più affascinanti del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, dove storia, natura e leggenda si incontrano. Arroccato su uno sperone roccioso a 579 metri di altitudine, domina la confluenza dei Bidenti di Pietrapazza e Ridracoli e conserva gli imponenti ruderi di un antico castello medievale.
Documentato già nel 1118, il castello fu protagonista di assedi e battaglie tra guelfi e ghibellini. Una leggenda narra che tra le sue rovine si aggiri ancora il fantasma senza testa del feudatario Leoncino da Valbona, ucciso nel XIV secolo. Oggi la torre, alta circa 20 metri, è una delle testimonianze medievali più suggestive dell’Appennino romagnolo.
Accanto ai ruderi si trova il Memoriale degli Alpini di Rondinaia, realizzato recuperando i resti dell’antica chiesa del borgo. Un luogo di memoria immerso nel silenzio della natura, ideale per chi desidera scoprire uno degli angoli più autentici e ricchi di storia del territorio.
Come arrivare
In auto
Da Bagno di Romagna si percorre la SP 138 fino a San Piero in Bagno, quindi la SP 26 in direzione Santa Sofia. Poco prima del paese si seguono le indicazioni per Poggio alla Lastra e, dopo il Ponte di Valbona, quelle per il Memoriale degli Alpini di Rondinaia.
Distanza da Bagno di Romagna: circa 22 km.
Rio Petroso è un piccolo e suggestivo borgo abbandonato immerso nei boschi dell’Appennino romagnolo, situato sul crinale tra i fossi di Rio Petroso e Varotto, affluenti del Bidente di Pietrapazza, all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.
Le sue origini sono antiche: qui sorgeva un castello già documentato nel 1118. Dopo la conquista fiorentina il borgo entrò a far parte del Capitanato della Val di Bagno e per secoli fu una popolosa parrocchia di montagna. Oggi restano i suggestivi ruderi delle abitazioni, della chiesa dedicata a San Biagio e del piccolo cimitero realizzato nel 1883, testimonianze silenziose di una comunità ormai scomparsa.
Nel 1961 Rio Petroso contava ancora circa 60 abitanti, ma la mancanza di servizi essenziali, di una strada carrozzabile, dell’energia elettrica e di collegamenti adeguati ne accelerò lo spopolamento. Nel censimento del 1971 il borgo risultava ormai completamente disabitato. Oggi Rio Petroso è una meta ideale per gli amanti del trekking e della storia, raggiungibile attraverso antichi sentieri che attraversano boschi e paesaggi incontaminati.Continua a leggere
Come arrivare
In auto e a piedi
Da Bagno di Romagna si percorre la SP 138 in direzione Cesena fino a San Piero in Bagno, quindi si prosegue sulla SP 26 verso il Passo del Carnaio. Poco prima del valico, in corrispondenza di un tornante, si imbocca sulla sinistra una strada sterrata (inizio del sentiero CAI 201). Dopo circa 100 metri si svolta a destra seguendo il sentiero CAI 217, che percorre l’antica mulattiera fino ai ruderi di Rio Petroso.
Distanza da Bagno di Romagna: circa 11 km (7 km in auto e 4,5 km a piedi).
Rio Salso è un piccolo borgo dell’Appennino romagnolo situato sul crinale che separa la Valle del Savio dalla Valle del Bidente, ai confini del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Un tempo era una piccola parrocchia rurale, oggi è immerso nel silenzio della natura.
A differenza di altri borghi della zona, Rio Salso non raggiunse mai una popolazione numerosa e lo spopolamento iniziò già nel secondo dopoguerra, favorito dall’isolamento e dalla durezza del territorio. Oggi boschi e fauna selvatica hanno riconquistato gran parte degli antichi poderi e delle abitazioni.
Il luogo più rappresentativo del borgo è Casa Giannelli, un’imponente dimora padronale costruita nel 1892 che per molti anni fu il centro della vita del paese, ospitando osteria, scuola e locanda. Restaurata negli anni Ottanta, è stata trasformata in albergo e ristorante, oggi non aperto al pubblico.Continua a leggere
Come arrivare
In auto e a piedi
Da Bagno di Romagna si percorre la SP 138 in direzione Cesena fino a San Piero in Bagno, quindi si prosegue sulla SP 26 verso il Passo del Carnaio. Poco prima del valico, in corrispondenza di un tornante, si imbocca sulla sinistra una strada sterrata (inizio del sentiero CAI 201). Dopo circa 100 metri si svolta a destra seguendo il sentiero CAI 217, che percorre l’antica mulattiera fino ai ruderi di Rio Petroso.
Distanza da Bagno di Romagna: circa 11 km (7 km in auto e 4,5 km a piedi).