Palazzo del Capitano
da simbolo del potere a luogo degli incontri
Il simbolo della storia civile di Bagno di Romagna
Affacciato lungo Via Fiorentina, nel cuore del centro storico, Palazzo del Capitano è uno degli edifici più rappresentativi e ricchi di storia di Bagno di Romagna. La sua facciata, impreziosita da decine di stemmi in pietra dei Capitani e dei Vicari fiorentini, racconta oltre cinque secoli di legame tra il territorio e Firenze, iniziato nel 1404 e concluso solo nel 1923 con il passaggio del comune alla Provincia di Forlì.
Da sempre centro della vita amministrativa e politica della vallata, il palazzo rappresenta ancora oggi uno dei simboli più riconoscibili dell’identità storica del borgo.
Le origini dell’edificio risalgono al Medioevo, quando era la residenza dei Conti Guidi di Bagno. Dopo la conquista fiorentina del territorio, il palazzo ospitò per alcuni decenni la famiglia Gambacorti di Pisa, trasformandosi in una piccola e vivace corte umanistica frequentata da studiosi e intellettuali del Rinascimento.
Dal 1454 divenne sede del Capitano della Val di Bagno, magistrato incaricato di amministrare la giustizia e governare il territorio per conto della Repubblica di Firenze. In questo periodo l’edificio venne ampliato e riorganizzato per ospitare sale pubbliche, uffici amministrativi, archivi e abitazioni dei funzionari.
Gli stemmi ancora visibili sulla facciata furono collocati dai Capitani al termine del loro mandato annuale e costituiscono oggi una preziosa testimonianza della lunga dominazione fiorentina.
Nel corso dell’Ottocento il Palazzo del Capitano divenne sede comunale e successivamente ospitò la scuola elementare, la Società Operaia di Mutuo Soccorso, la caserma dei Regi Carabinieri e le carceri mandamentali.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale l’edificio fu progressivamente abbandonato fino a quando il Comune di Bagno di Romagna ne avviò un importante recupero, concluso attraverso diversi interventi di restauro tra gli anni Ottanta e Novanta.
Oggi il palazzo conserva il fascino della sua architettura storica e continua a svolgere un ruolo centrale nella vita culturale del paese.
Attualmente Palazzo del Capitano ospita la Biblioteca Comunale, l’Archivio Storico Comunale, l’Ufficio Informazioni Turistiche (IAT) e il Centro Visita del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.
I suoi saloni accolgono durante tutto l’anno mostre, conferenze, presentazioni, incontri culturali ed eventi, mentre il cortile interno diventa nei mesi estivi uno spazio dedicato a spettacoli, cinema e manifestazioni.
Da antico simbolo del potere civile, Palazzo del Capitano è oggi uno dei principali luoghi di incontro, cultura e accoglienza di Bagno di Romagna.
Address
Via Fiorentina 38-40 – 47021 Bagno di Romagna (FC)
Punto di riferimento per visitatori e turisti, l’Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica offre supporto e informazioni aggiornate per vivere al meglio il territorio di Bagno di Romagna. Qui è possibile ricevere indicazioni su strutture ricettive, ristoranti, itinerari, terme e benessere, eventi, mostre e servizi di trasporto.
Ospitato all’interno del Palazzo del Capitano, il Centro Visita del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi accompagna il visitatore alla scoperta delle Foreste Vetuste e degli ambienti naturali più preziosi dell’area protetta. Attraverso installazioni multimediali, percorsi sensoriali e spazi interattivi, offre un’esperienza immersiva dedicata alla natura, alla biodiversità e alla Riserva Integrale di Sasso Fratino, patrimonio UNESCO.
Con oltre 18.000 volumi e un importante patrimonio documentario, la Biblioteca Comunale rappresenta uno dei principali centri culturali del territorio. Al suo interno trova spazio anche l’Archivio Storico Comunale, che conserva documenti dal XVI al XX secolo, preziosa testimonianza della storia e della memoria locale.
Approfondimento
Testo di G. Marcuccini
Il Palazzo del Capitano: da simbolo del potere a luogo degli incontri
Stemma di Francesco Ciacchi e Papa Clemente VIEra un rustico palazzotto ove per oltre due secoli avevano abitato i conti Guidi, racchiuso entro il breve giro di mura che difendeva il castrum di Bagno, quando nel 1404 vi si insediò la famiglia Gambacorti di Pisa dopo che Firenze, cacciati quei piccoli e rissosi feudatari di montagna, le aveva concesso in accomandigia il feudo.
Per quasi cinquant’anni, “ea in montium asperitate” – come scrissero meravigliati alcun contemporanei – il palazzo divenne “una piccola corte umanistica” ove, intorno al 1440, Gherardo Gambacorti faceva trascrivere codici, aveva come precettori dei propri figli Ambrogio Traversari,
ospitava Giorgio da Trebisonda, celebre umanista che proprio durante il soggiorno bagnese
compose importanti opere di retorica.
Dal 1454 il territorio, organizzato nel “Capitanato della Val di Bagno”, fu soggetto direttamente alla sovranità fiorentina, ed il palazzo divenne sede del Capitano e del personale di governo che amministrava e provvedeva ai rapporti fra il centro e questa lontana periferia dello stato. Ebbe pertanto una serie di ingrandimenti e riattamenti funzionali alle nuove esigenze: al piano terra fu creata la “Sala grande”, dove si riuniva il Consiglio della Comunità, e la “Sala della Ragione”, dove si amministrava la giustizia, si conservavano gli Statuti delle Comunità e le filze del Tribunale; a piano terra v’erano pure le prigioni, le stanze dei famigli e locali di servizio; il piano nobile, a cui s’accedeva dall’ampia corte con una scalinata esterna, era riservato ad abitazione del Capitano e del suo notaio.
Interventi furono effettuati anche sulla facciata con la ridistribuzione dei singoli elementi di finitura per sottolineare il rinnovamento nel mutato governo e la funzione nuova del palazzo quale sede e simbolo del potere fiorentino, esplicitato dagli stemmi che i capitani, al termine del loro mandato
annuale, vi apponevano.
La secolare dominazione fiorentina – che termina nel 1923 col passaggio del territorio dalla Provincia di Firenze a quella di Forlì – rende omogeneo il territorio, anima commerci e attività, e la sua cultura intride la vita quotidiana e si traspone con segni architettonici nelle vie e palazzi dei paesi; la Basilica di S. Maria Assunta di Bagno racchiude opere d’arte dei più bei nomi del Rinascimento toscano. Anche il Palazzo del Capitano, stando ai documenti, ne era ricco: nella cappella interna c’era, tra l’altro, un Crocifisso in terracotta invetriata modellato da Girolamo della Robbia (1530 c.), ora collocato nella chiesa parrocchiale di S. Piero in Bagno.
Agli inizi dell’Ottocento nel palazzo risiede il Comune di Bagno di Romagna, ma ospita anche la Scuola elementare, la Filarmonica, la locale Società Operaia di Mutuo Soccorso; dopo l’Unità ed il trasferiento della sede municipale a San Piero in Bagno (1865), diviena caserma dei Regi Carabinieri e prigione mandamentale, con profondi rimaneggiamenti per creare le carceri, la suddivisione dell’ampia corte per fare spazio per “l’ora d’aria”, l’abbattimento della scala esterna.
In quegli anni un restauro massiccio della facciata rimuove le tamponature delle finestre che si affacciano sulla cornice marcapiano ed altera il disegno della parte basamentale con la costruzione di ampie finestre rettagolari, simmetriche ai due ingressi. Dopo la seconda guerra mondiale diviene luogo di ricovero per sfollati, fino al più completo abbandono. Tornato nella disponibilità dell’Ammistrazione comunale, è stato ristrutturato in due stralci (1983, 1994).
Documenti dell’Archivio storico comunale di Bagno di RomagnaIl piano terra è rimasto sostanzialmente inalterato con suggestive stanze dai muri massicci, mentre nel primo piano è stata eliminata l’infinita serie di piccoli vani per creare tre ampi e luminosi saloni. Poco alla volta il palazzo ha acquistato nuove funzioni. Nel 1991 vi è stata creata a piano terra una piccola biblioteca, ingrandita nel giro di pochi anni con l’acquisizione di due fondi privati (Fondo Ortensio Olivieri, Fondo Antonio Benfenati): oggi possiede 18.000 volumi collocati a scaffale aperto ed organizzata in varie sezioni, fruibili gratuitamente nei 25 posti lettura.
Annessa alla Biblioteca c’è la “Sezione separata dell’Archivio Storico Comunale di Bagno di Romagna”, creata nel 1994, che conserva la documentazione amministrativa del territorio dal 1525 al 1944. La Biblioteca e la possibilità di accedere ai documenti dell’Archivio storico comunale ha stimolato
la nascita, e poi l’attività, del “Centro di Studi Storici” di Bagno di Romagna (1991), che ha promosso studi, mostre convegni e pubblicazioi su vari aspetti dell’alta Valle del Savio.
Ad esso nel 1998 si è affiancato il “Centro di Studi Valgimigliani” con lo scopo di promuovere e riproporre la figura e l’opera di Manara Valgimigli (1876 – 1965), illustre concittadino, raffinato traduttore ed interprete dei classici greci, scrittore, memorialista, figura Saloni delle mostre: Mostra di Ilario Fioravantiimportante della cultura intaliana della prima metà del Nocecento. Nel 2005 il figlio di Manara, Giorgio Valgimigli (1916-2005), ha fatto donazione alla Biblioteca comunale di oltre 2000 volumi, riviste, faldoni con carteggi, epistolari e documenti di Giorgio e Manara Valgimigli.
Negli anni, i saloni al piano nobile hanno cominciato ad ospitare, prima sporadicamente poi in maniera sistematica ed organizzata, convegni, conferenze, concerti, mostre di pittura: quest’ultime, con la rassegna “Un Bagno d’Arte”, promossa nel 2006, si articolano in un nutrito calendario da
marzo a dicembre. Il cortile, in estate, diventa l’arena per rassegne cinematografiche, presentazione di libri, spettacoli, concerti.
Con i restauri del cinquecentesco portone ligneo (2001) e dei 74 stemmi (2003) tornati a risplendere sulla facciata, impreziosendola, Palazzo del Capitano, in posizione privilegiata lungo Via Fiorentina, è un prestigioso punto di riferimento, costante ed indispesabile, per ospiti, turisti, cittadini e visitatori che vi trovano pure un ufficio di informazione e accoglienzaPalazzo del Capitano turistica (IAT) che li orienta ed informa su varie tematiche (cure termali, ospitalità alberghiera, ristorazione, affitti, trasporti, esercizi commerciali, manifestazioni…); mentre il “Centro Visita” del Parco Nazionale delle Foreste Casentimesi, con le sue installazioni, allestimenti e modelli didattici interattivi, raccont ed informa sui vari aspetti del territorio.
Palazzo del Capitano è ormai un imprescindibile luogo di molteplici incontri – con l’informazione, l’accoglienza, coi libri, le idee, la cultura, l’arte, lo studio, con le persone, la storia, con il territorio – simbolo di un paese da sempre aperto all’incontro perchè da sempre osmotica ed ospitale terra di confine.
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Il testo di G. Marcuccini è tratto da Arte in Comune. Bagno di Romagna e la creatività: ipotesi per una raccolta civica, a cura di O. Piraccini. Catalogo della mostra tenutasi a Bagno di Romagna nel 2009. Cesena, Litografia Stampare, marzo 2009.