La prima Area Wilderness d’Italia

L’Area Wilderness Fosso del Capanno si estende per circa 500 ettari tra il Monte Zuccherodante (1.127 m) e Poggio Lombardone (1.274 m), nel cuore dell’Appennino tra la Strada dei Mandrioli e l’antica mulattiera del Passo Serra.

I profondi valloni del Fosso del Capanno e del Fosso di Racetto modellano un territorio spettacolare e selvaggio, dove la natura si esprime ancora oggi senza interferenze.

Nel 1988 quest’area è diventata la prima Area Wilderness d’Italia, riconoscimento attribuito ai territori lasciati alla libera evoluzione degli ecosistemi, senza opere di antropizzazione o interventi di trasformazione del paesaggio.

Un ambiente rimasto intatto

Dove regnano silenzio e natura

L’Area Wilderness è completamente delimitata da confini naturali e priva di strade forestali, piste o infrastrutture.

Chi vi si addentra percepisce immediatamente una sensazione rara di silenzio, isolamento e natura incontaminata, immergendosi in un ambiente che conserva ancora l’aspetto dell’Appennino di un tempo.

L’assenza di interventi umani permette ai boschi, ai corsi d’acqua e agli habitat naturali di evolversi spontaneamente, rendendo quest’area un prezioso laboratorio naturale.

La nascita dell’Area Wilderness

Un progetto di tutela iniziato nel 1988

Il primo nucleo dell’Area Wilderness nacque grazie alla Fondazione Domenico Ghezzo, amministrata dalle ACLI di Cesena, che nel 1988 affidò 118 ettari di bosco all’Associazione Italiana per la Wilderness, con l’obiettivo di preservarne integralmente il valore naturalistico.

Negli anni successivi l’area venne ampliata dall’allora Azienda Regionale delle Foreste dell’Emilia-Romagna e dal Comune di Bagno di Romagna, fino a raggiungere gli attuali circa 500 ettari, comprendendo gran parte della storica Macchia dell’Alpe – Bosco dei Mandrioli, una splendida faggeta comunale conservata fin dal XV secolo.

Boschi, gole e torrenti

Un paesaggio modellato dalla natura

Il territorio è caratterizzato da profonde gole, pareti rocciose, creste marnose e valloni incisi da numerosi corsi d’acqua.

I due principali torrenti, il Fosso del Capanno e il Fosso di Racetto, attraversano un ambiente dove il bosco sta lentamente tornando alla sua forma originaria.

Alle quote più elevate dominano magnifiche faggete e nuclei di abete bianco, mentre scendendo di altitudine trovano spazio cerro, roverella, carpini e nocciolo, creando un mosaico forestale di grande interesse naturalistico.

Un rifugio per la fauna

Dove vive la grande fauna appenninica

L’elevato grado di naturalità rende questa area uno degli habitat più preziosi dell’Appennino romagnolo.

Qui trovano rifugio cervi, caprioli, cinghiali, volpi, tassi, faine e lupi, mentre nel cielo è possibile osservare rapaci come l’aquila reale, l’astore, il gufo reale, la poiana, il gheppio e lo sparviere.

Nei torrenti vivono inoltre specie di grande valore naturalistico come la trota fario, il gambero di fiume e la rara salamandrina dagli occhiali, indicatore della qualità delle acque.

Un patrimonio accanto al Parco Nazionale

Un tassello fondamentale delle Foreste Casentinesi

Pur trovandosi all’esterno del Casentinesi Forests National Park, l’Area Wilderness del Fosso del Capanno ne costituisce un naturale completamento.

Insieme alla Riserva Naturale Integrale di Sassofratino, rappresenta uno dei territori meglio conservati dell’intero Appennino tra Romagna e Toscana, fondamentale per gli spostamenti della fauna selvatica e per la conservazione della biodiversità.

How to get there

By car or by bus

Da Bagno di Romagna si percorrono la SP 138 e successivamente la SP 137 fino al ponte situato presso la confluenza del Fosso delle Gualchiere con il fiume Savio.

Lasciata l’auto nell’apposito parcheggio, si prosegue a piedi lungo l’antica Via dell’Alpe di Serra fino al ponte sul Fosso del Capanno, da cui si diramano due sentieri non segnalati che si inoltrano nella valle.

⚠️ Attenzione: l’Area Wilderness è volutamente lasciata allo stato naturale. I sentieri non sono segnalati né sottoposti a manutenzione, pertanto è consigliata la massima prudenza e una buona esperienza di escursionismo.