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LE TAPPE DA CESENA A BAGNO DI ROMAGNA

MERCATO SARACENO

Montesorbo Lasciata la “Via Emilia” a Cesena ed imboccata la “strada magistra” che fin dall’età romana univa Cesena alla Toscana attraverso la valle del Savio, il pellegrino arrivava a Mercato Saraceno.
Vi giungeva transitando davanti alla pieve altomedievale dei Santi Cosma e Damiano; ma era nel paese - sorto nel XII secolo attorno ad un mulino - che trovava assistenza in un ospizio gestito fin dal Trecento da monaci francescani presso la Chiesa di S. Maria Assunta.
Il pellegrino moderno non può fare a meno di visitare la Pieve di S. Maria Annunziata di Monte Sorbo, su un colle a 6 km da Mercato Saraceno: Sorta in periodo bizantino, con rifacimenti del XII secolo, è una costruzione singolare: per metà della sua lunghezza è ad una navata, poi si allarga in tre navate, divise da cinque colonne per parte e sormontate da capitelli corinzi di età romanica. Due ricchissimi lapidari sulle pareti raccolgono resti scultorei altomedievali, lastre tombali, epigrafi funerarie dal VI al IX secolo.

SARSINA

Sarsina Sarsina è un'altra tappa importante per il pellegrino che, oggi come secoli fa, percorre la Valle del Savio diretto a Roma.
Sarsina è città di origine antichissima: fondata da popolazioni umbre, fu poi florido Municipio romano e patria di Tito Maccio Plauto, il più importante commediografo latino. Testimonianze straordinarie di questo illustre passato si conservano nel Museo Nazionale Archeologico i cui reperti, distribuiti in tredici sale, sono tutti di provenienza locale e coprono un arco cronologico che va dalla preistoria all’alto medioevo; la documentazione più ricca e significativa è comunque quella di età romana, databile tra il III sec. a. C. e il IV d. C.; vi sono conservate anche epigrafi, monumenti sepolcrali, mausolei recuperati a Pian di Bezzo e negli scavi cittadini, mosaici e una ricca decorazione architettonica con sculture accessorie.
Nel Medioevo Sarsina divenne sede di Diocesi, ma la sua importanza decadde: nella Descriptio Romandiole (1371) è definita civitas ma “quasi destructa”, posta sopra la strada maestra che porta in Toscana passando per Bagno. Lungo questa via romana già da tempo transitavano pellegrini, tanto che alla Dogana di Sarsina l’Hospitalis di San Ippolito procurava loro assistenza almeno dal 1284.
La Cattedrale, costruita nel 1008 in puro stile romanico, è meta di pellegrinaggi: vi si conservano infatti le reliquie di San Vicinio, protovescovo sarsinate, ed il suo strumento penitenziale, il celebre “collare”, da secoli offerto al bacio dei fedeli, con il quale ancor oggi si esorcizzano gli indemoniati.

Altri argomenti : I LUOGHI DI CULTO NEL TERRITORIO DI BAGNO DI ROMAGNA

Data ultimo aggiornamento: Mercoledi', 11 Novembre 2009, ore 17:19.23


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