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Il Palazzo del Capitano: da simbolo del potere a luogo degli incontri


Il Palazzo del Capitano: da simbolo del potere a luogo degli incontri

Era un rustico palazzotto ove per oltre due secoli avevano abitato i conti Guidi, racchiuso entro il breve giro di mura che difendeva il castrum di Bagno, quando nel 1404 vi si insediò la famiglia Gambacorti di Pisa dopo che Firenze, cacciati quei piccoli e rissosi feudatari di montagna, le aveva concesso in accomandigia il feudo.
Per quasi cinquant'anni, "ea in montium asperitate" - come scrissero meravigliati alcun contemporanei – il palazzo divenne "una piccola corte umanistica" ove, intorno al 1440, Gherardo Gambacorti faceva trascrivere codici, aveva come precettori dei propri figli Ambrogio Traversari, ospitava Giorgio da Trebisonda, celebre umanista che proprio durante il soggiorno bagnese compose importanti opere di retorica.
Dal 1454 il territorio, organizzato nel "Capitanato della Val di Bagno", fu soggetto direttamente alla sovranità fiorentina, ed il palazzo divenne sede del Capitano e del personale di governo che amministrava e provvedeva ai rapporti fra il centro e questa lontana periferia dello stato. Ebbe  pertanto una serie di ingrandimenti e riattamenti funzionali alle nuove esigenze: al piano terra fu creata la "Sala grande", dove si riuniva il Consiglio della Comunità, e la "Sala della Ragione", dove si amministrava la giustizia, si conservavano gli Statuti delle Comunità e le filze del Tribunale; a piano terra v'erano pure le prigioni, le stanze dei famigli e locali di servizio; il piano nobile, a cui s'accedeva dall'ampia corte con una scalinata esterna, era riservato ad abitazione del Capitano e del suo notaio.
Interventi furono effettuati anche sulla facciata con la ridistribuzione dei singoli elementi di finitura per sottolineare il rinnovamento nel mutato governo e la funzione nuova del palazzo quale sede e simbolo del potere fiorentino, esplicitato dagli stemmi che i capitani, al termine del loro mandato annuale, vi apponevano.
La secolare dominazione fiorentina – che termina nel 1923 col passaggio del territorio dalla Provincia di Firenze a quella di Forlì – rende omogeneo il territorio, anima commerci e attività, e la sua cultura intride la vita quotidiana e si traspone con segni architettonici nelle vie e palazzi dei paesi; la Basilica di S. Maria Assunta di Bagno racchiude opere d'arte dei più bei nomi del Rinascimento toscano. Anche il Palazzo del Capitano, stando ai documenti, ne era ricco: nella cappella interna c'era, tra l'altro, un Crocifisso in terracotta invetriata modellato da Girolamo della Robbia (1530 c.), ora collocato nella chiesa parrocchiale di S. Piero in Bagno.
Agli inizi dell'Ottocento nel palazzo risiede il Comune di Bagno di Romagna, ma ospita anche la Scuola elementare, la Filarmonica, la locale Società Operaia di Mutuo Soccorso; dopo l'Unità ed il trasferiento della sede municipale a San Piero in Bagno (1865), diviena caserma dei Regi Carabinieri e prigione mandamentale, con profondi rimaneggiamenti per creare le carceri, la suddivisione dell'ampia corte per fare spazio per "l'ora d'aria", l'abbattimento della scala esterna.
In quegli anni un restauro massiccio della facciata rimuove le tamponature delle finestre che si affacciano sulla cornice marcapiano ed altera il disegno della parte basamentale con la costruzione di ampie finestre rettagolari, simmetriche ai due ingressi. Dopo la seconda guerra mondiale diviene luogo di ricovero per sfollati, fino al più completo abbandono. Tornato nella disponibilità dell'Ammistrazione comunale, è stato ristrutturato in due stralci (1983, 1994).
Il piano terra è rimasto sostanzialmente inalterato con suggestive stanze dai muri massicci, mentre nel primo piano è stata eliminata l'infinita serie di piccoli vani per creare tre ampi e luminosi saloni.
Poco alla volta il palazzo ha acquistato nuove funzioni. Nel 1991 vi è stata creata a piano terra una piccola biblioteca, ingrandita nel giro di pochi anni con l'acquisizione di due fondi privati (Fondo Ortensio Olivieri, Fondo Antonio Benfenati): oggi possiede 18.000 volumi collocati a scaffale aperto ed organizzata in varie sezioni, fruibili gratuitamente  nei 25 posti lettura.
Annessa alla Biblioteca c'è la "Sezione separata dell'Archivio Storico Comunale di Bagno di Romagna", creata nel 1994, che conserva la documentazione amministrativa del territorio dal 1525 al 1944.
La Biblioteca e la possibilità di accedere ai documenti dell'Archivio storico comunale ha stimolato la nascita, e poi l'attività, del "Centro di Studi Storici" di Bagno di Romagna (1991), che ha promosso studi, mostre convegni e pubblicazioi su vari aspetti dell'alta Valle del Savio. Ad esso nel 1998 si è affiancato il "Centro di Studi Valgimigliani" con lo scopo di promuovere e riproporre la figura e l'opera di Manara Valgimigli (1876 – 1965), illustre concittadino, raffinato traduttore ed interprete dei classici greci, scrittore, memorialista, figura importante della cultura intaliana della prima metà del Nocecento. Nel 2005 il figlio di Manara, Giorgio Valgimigli (1916-2005), ha fatto  donazione alla Biblioteca comunale di oltre 2000 volumi, riviste, faldoni con carteggi, epistolari e documenti di Giorgio e Manara Valgimigli.
Negli anni, i saloni al piano nobile hanno cominciato ad ospitare, prima sporadicamente poi in maniera sistematica ed organizzata, convegni, conferenze, concerti, mostre di pittura: quest'ultime, con la rassegna "Un Bagno d'Arte", promossa nel 2006,  si articolano in un nutrito calendario da marzo a dicembre. Il cortile, in estate, diventa l'arena per rassegne cinematografiche, presentazione di libri, spettacoli, concerti.
Con i restauri del cinquecentesco portone ligneo (2001) e dei 74 stemmi (2003) tornati a risplendere sulla facciata, impreziosendola, Palazzo del Capitano, in posizione privilegiata lungo Via Fiorentina, è un prestigioso punto di riferimento, costante ed indispesabile, per ospiti, turisti, cittadini e visitatori che vi trovano pure un ufficio di informazione e accoglienza turistica (IAT) che li orienta ed informa su varie tematiche (cure termali, ospitalità alberghiera, ristorazione, affitti, trasporti, esercizi commerciali, manifestazioni...); mentre il "Centro Visita" del Parco Nazionale delle Foreste Casentimesi, con le sue installazioni, allestimenti e modelli didattici interattivi, raccont ed informa sui vari aspetti del territorio.
Palazzo del Capitano è ormai un imprescindibile luogo di molteplici incontri – con l'informazione, l'accoglienza, coi libri, le idee, la cultura, l'arte, lo studio, con le persone, la storia, con il territorio – simbolo di un paese da sempre aperto all'incontro perchè da sempre osmotica ed ospitale terra di confine.
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Il testo di G. Marcuccini è tratto da Arte in Comune. Bagno di Romagna e la creatività: ipotesi per una raccolta civica, a cura di O. Piraccini. Catalogo della mostra tenutasi a Bagno di Romagna nel 2009.  Cesena, Litografia Stampare, marzo 2009.
mar, 13 giu 2017 07:45:57 +0000