L: Foreste Casentinesi
H: 400–1.658 m

Uno dei grandi patrimoni forestali d’Europa

Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna è uno dei complessi forestali più importanti e meglio conservati d’Europa. Istituito nel 1993, si estende per oltre 36.000 ettari lungo il crinale dell’Appennino tosco-romagnolo, tra le province di Forlì-Cesena, Arezzo e Firenze.

Il territorio di Bagno di Romagna contribuisce in modo significativo alla sua estensione con oltre 5.500 ettari di foreste, vallate, corsi d’acqua e montagne che rappresentano uno dei nuclei naturalistici più preziosi dell’intero parco.

Qui la natura conserva ancora il suo carattere originario: boschi secolari, vette panoramiche, habitat incontaminati e una straordinaria biodiversità rendono quest’area una delle destinazioni più affascinanti dell’Appennino italiano.

Una storia millenaria tra foreste e monasteri

Le foreste del Casentino vantano una lunga storia di tutela e gestione sostenibile. Fin dal Medioevo vaste aree boschive appartennero a monasteri, ospedali religiosi e nobili famiglie, tra cui i Conti Guidi.

Per secoli le selve furono amministrate dall’Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze, che affidò la gestione a esperti forestali. Il legname ricavato veniva utilizzato per la costruzione di chiese, edifici monumentali e cantieri navali.

Un ruolo fondamentale fu svolto dai monaci di Camaldoli, che svilupparono una cultura forestale rispettosa dell’ambiente e delle risorse naturali, contribuendo alla conservazione di un patrimonio boschivo oggi unico in Europa.

Un mosaico di ambienti naturali

Il Parco custodisce una straordinaria varietà di ecosistemi.

Le quote più elevate sono dominate da immense faggete e abetine, mentre scendendo verso valle compaiono castagneti, querce, aceri, tigli e numerose specie arboree tipiche dell’Appennino.

La fauna è particolarmente ricca: cervi, caprioli, daini, mufloni e cinghiali popolano le foreste, mentre tra i predatori trovano rifugio il lupo, la volpe, la faina e il tasso. Nei cieli è possibile osservare rapaci come l’aquila reale, la poiana e il falco pellegrino.

Ogni stagione regala scenari differenti: le fioriture primaverili, i colori estivi delle foreste, il foliage autunnale e i suggestivi paesaggi innevati rendono il Parco visitabile durante tutto l’anno.

Escursioni, sentieri e attività all’aria aperta

Il Parco offre centinaia di chilometri di sentieri segnalati che attraversano foreste monumentali, vallate, crinali panoramici e luoghi di grande interesse storico e spirituale.

Escursionisti, ciclisti, fotografi naturalisti e amanti dell’outdoor trovano qui percorsi adatti a ogni livello di esperienza.

Tra le mete più amate vi sono l’Eremo e il Monastero di Camaldoli, il Monte Falco, il Monte Falterona, il Lago di Ridracoli, la Foresta della Lama e la Riserva Integrale di Sasso Fratino.

Foresta della Lama

Il cuore più autentico del Parco

La Foresta della Lama rappresenta uno degli ambienti più suggestivi dell’intero Parco Nazionale.

Situata a circa 700 metri di quota, ai piedi delle imponenti pareti del Monte Penna, è caratterizzata da una grande radura circondata da foreste secolari, torrenti, forre e versanti ricoperti di vegetazione.

Al centro della piana sorge la storica stazione forestale della Lama, circondata da alberi monumentali e da numerose specie botaniche di pregio, tra cui esemplari esotici di grandi dimensioni e un raro biancospino ultracentenario.

Da alcuni punti panoramici è possibile osservare scorci spettacolari sul Lago di Ridracoli, che si insinua tra le foreste creando uno dei paesaggi più iconici dell’Appennino romagnolo.

Un paradiso per escursionisti e biker

La Lama è raggiungibile esclusivamente a piedi o in mountain bike.

L’accesso più conosciuto avviene dal Cancellino, seguendo una lunga pista forestale che ricalca il percorso dell’antica ferrovia Decauville utilizzata per il trasporto del legname.

Gli escursionisti possono invece raggiungerla attraverso il celebre Sentiero degli Scalandrini, che scende dal Passo Fangacci attraversando cascate, boschi e ambienti di straordinaria bellezza.

Flora e fauna

La foresta ospita una biodiversità eccezionale.

Faggi, abeti bianchi, tigli, carpini e cerri lasciano gradualmente spazio a castagni, roverelle, ciliegi selvatici, agrifogli e tassi. Nei prati e nelle radure fioriscono numerose specie rare tra cui genziane, orchidee spontanee, gigli martagoni e anemoni.

L’area è inoltre uno dei luoghi migliori del Parco per l’osservazione della fauna selvatica.

Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino

La prima riserva integrale d’Italia

Istituita nel 1959, Sasso Fratino è stata la prima Riserva Naturale Integrale italiana e rappresenta oggi uno dei luoghi più preziosi per la conservazione della natura in Europa.

Dal 2017 è stata riconosciuta come Patrimonio Mondiale UNESCO nell’ambito del sito seriale “Antiche faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d’Europa”.

Una foresta lasciata alla natura

All’interno della riserva non viene svolta alcuna attività forestale.

Gli alberi crescono, invecchiano e si decompongono seguendo esclusivamente i processi naturali. Gli alberi caduti restano sul terreno contribuendo alla formazione di habitat fondamentali per funghi, insetti, microrganismi e numerose specie animali.

L’obiettivo è preservare una foresta il più possibile simile a quelle che ricoprivano l’Europa migliaia di anni fa.

Un patrimonio biologico unico

La riserva si estende per circa 764 ettari quasi interamente nel territorio di Bagno di Romagna.

Qui vivono alberi plurisecolari di dimensioni monumentali, soprattutto faggi e abeti bianchi, affiancati da aceri montani, olmi, frassini, tigli e tassi.

L’eccezionale valore scientifico e naturalistico dell’area è stato riconosciuto anche dal Consiglio d’Europa, che le ha conferito il prestigioso Diploma Europeo delle Aree Protette.

Un luogo protetto

L’accesso alla Riserva Integrale di Sasso Fratino è vietato al pubblico ed è consentito esclusivamente per finalità di ricerca e studio autorizzate dagli enti competenti.

Come arrivare

In auto

Dal versante romagnolo

  • Uscita Faenza per Tredozio
  • Uscita Forlì per Portico di Romagna, San Benedetto e Santa Sofia
  • Uscita Cesena Nord per Bagno di Romagna
  • Uscita Bagno di Romagna
  • Proseguire lungo la SP 142 (Passo dei Mandrioli) per accedere ai principali punti di ingresso del Parco.

Bagno di Romagna rappresenta una delle porte principali di accesso al Parco Nazionale e ai suoi sentieri più spettacolari.