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Riserva naturale integrale di Sassofratino


Riserva naturale integrale di Sassofratino

Sassofratino è una riserva naturale integrale - la prima istituita in Italia (1959) - e quindi al suo interno non si può apportare il più minimo cambiamento. La riserva dal 2017 è diventata patrimonio mondiale dell'umanità dell'Unesco. La decisione, come si può approfondire nell'apposita sezione del sito del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, è stata presa a Cracovia il 7 luglio 2017. 
A Sasso Fratino, la protezione della natura è concepita nella sua totalità (specie vegetali e animali, rocce, suolo, acque: tutto) e non vi è praticata alcuna attività forestale: le piante non subiscono tagli e si riproducono naturalmente, gli alberi caduti sono lasciati al suolo, dove vengono attaccati da funghi, insetti e microrganismi che ne favoriscono la degradazione.

Scopo della riserva è la conservazione integrale a fini scientifici di una rara foresta dove gli equilibri naturali non vengono alterati, rendendola per quanto possibile simile alle foreste vergini che migliaia di anni fa ammantavano l'Europa.
L'area - che misura 764 ettari, posti quasi interamente nel comune di Bagno di Romagna - si estende sul ripido versante nord-est, dal crinale dominato da Poggio Scali (1520 mt) fino alla strada che dalla Lama conduce a Ponte alla Sega (650 mt) e al Fosso delle Macine: un recesso quasi impenetrabile nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, dove la tormentata morfologia ha da sempre limitato la raccolta di legname, pascolo, dissodamenti. Nel 1914 il suo territorio entra a far parte del Demanio Forestale dello Stato, insieme al nucleo centrale del complesso delle Foreste Casentinesi.

Nel 1959 una parte di circa 110 ettari viene precluso al libero accesso e ad ogni forma di intervento: una decisione che segna il primo atto concreto di una politica di protezione della natura; in seguito, vari decreti hanno ampliato l'estensione della Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino fino agli attuali 764 ettari.

Il bosco vede la presenza di alberi plurisecolari e di dimensioni colossali ed è costituito in buona parte da abete bianco e faggi a cui si mescolano molte altre specie arboree (acero montano, acero riccio, carpino bianco, olmo montano, tiglio, frassino, tasso). La grande variabilità genetica non è limitata alle sole piante arboree, tanto che per il suo inestimabile valore biologico ha conseguito nel 1985 il diploma del Consiglio d'Europa, rinnovato poi per altre due volte.
 

Contatti
Telefono: 0039 0543971375 - Fax: 0039 0543973034
info@parcoforestecasentinesi.it - http://www.parcoforestecasentinesi.it
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mer, 19 lug 2017 09:51:34 +0000